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Agenzie elettrica nucleare a cura della dott.ssa Zuffa [2011 - 06 - Giugno]



Il Giappone continua a vivere nel dramma. Tepco, l'agenzia elettrica e nucleare giapponese continua a confrontarsi con lo stillicidio di ammissioni della propria inefficienza e soprattutto è obbligata dai fatti a segnalare, giorno dopo giorno, i danni presenti, quelli futuri e soprattutto le condizioni che impediscono di scrivere la parola fine su questa tragedia.
Quando si perde il controllo sul nucleare, la parola “fine” non si scrive mai. Post ha pubblicato ieri un'analisi disincantata dei danni ancora presenti ai reattori e della contaminazione severa che sta interessando il Pacifico.
Il New York Times ha presentato ieri una analisi sul fatto che il mal funzionamento dei reattori giapponesi e dei ventilatori che ne garantiscono il mantenimento di temperatura è un problema che potrebbe riguardare un gran numero di centrali presenti negli Stati Uniti .
Si scopre che da oltre 5 anni alcuni ingegneri nucleari americani stanno segnalando questa anomalia dei ventilatori, senza che alcuno prenda i provvedimenti adeguati alla soluzione del problema.
La fusione del combustibile in questo momento non è in fase di tumultuosa esplosione ma non è certo rientrata sotto controllo completo. Continuiamo a tenere le orecchie aperte.
I radionuclidi che vengono veicolati nell'ambiente in seguito a incidenti nucleari sono in grado di provocare danni alla salute non solo per irraggiamento (il pericolo che hanno vissuto e stanno vivendo in Giappone nelle aree più prossime alla centrale), ma anche perché entrano nella catena alimentare e questo può rappresentare uno dei rischi più significativi anche per chi, come noi, vive a distanza (di sicurezza?) dal luogo dell'evento.
Rispetto all'esposizione diretta alle radiazioni, che produce danni gravissimi nell'immediato, l'ingestione di cibi contaminati incrementa nel tempo il rischio di sviluppare severe patologie, tra cui innanzitutto le forme tumorali. Sotto questo profilo, ciò che è particolarmente preoccupante è che gli effetti nocivi dei radioisotopi sono cumulativi e si sommano a quelli di altri inquinanti presenti nell'ambiente, nucleari o meno, e assimilati dall'organismo nel tempo.
Sia la radioattività dell'aria che ancor più quella che cade sul terreno con la pioggia si depositano sui vegetali, che rappresentano un fondamentale anello della catena alimentare in cui anche l'uomo è inserito. In mare (ricordiamo che i venti soffiano dal Giappone verso est, ovvero sull'Oceano Pacifico), i radionuclidi hanno un destino analogo; lo iodio 131, in particolare, viene accumulato efficacemente dalle alghe, primo anello della catena alimentare marina.
Consumando vegetali contaminati, direttamente o indirettamente tramite la carne e i prodotti (latte e derivati) degli animali che di essi si sono cibati (foraggio), gli isotopi radioattivi penetrano nel corpo umano. Anche l'acqua stessa può venir contaminata e rappresentare quindi un'ulteriore veicolo di ingresso di radioisotopi nell'organismo, anche qui direttamente o attraverso il consumo di altri elementi della catena alimentare (piante, animali) che l'abbiano ingerita.
Il consiglio, per chi già non lo sti facendo, è di utilizzare alcuni antiossidanti generali: vitamina C (possibilmente di origine naturale come da acerola o rosa canina) in grande quantità, Oximix 2 (contiene Zinco, Selenio e resveratrolo ben veicolato da oxiprolina), Cellfood (riduce i radicali liberi dell’ossigeno ed aumenta la respirazione cellulare)e antiossidanti solforati come Fito-Geno- Broccoli (aumenta la depurazione soprattutto nei confronti di inquinanti ambientali). Ovviamente gli integratori vanno assunti in accordo col proprio medico o su indicazione del farmacista di fiducia.


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