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Obesità, l'inulina riduce la quantità di energia assunta



Una ricerca firmata da Rob Welch della University of Ulster dimostra che l'inulina arricchita di oligofruttosio porta a una riduzione della quantità di energia assunta negli adulti sovrappeso e obesi. Lo studio è stato di recente presentato per la prima volta al 18° European Congress on Obesity (ECO), che si è tenuto ad Istanbul a maggio.
Lo studio di intervento cross-over, randomizzato in doppio cieco, placebo-controllato è stato condotto su 36 volontari sovrappeso o obesi, uomini e donne, ai quali sono stati somministrati, per tre settimane, 6 grammi di Orafti®Synergy1 (inulina arricchita di oligofruttosio) due volte al giorno, a colazione e a pranzo, sotto forma di integratore sciolto in una bevanda o come placebo (maltodestrina). Lo studio si prefiggeva l’obiettivo di valutare gli effetti di Synergy1 sulla quantità totale di energia assunta e sulla sensazione di appetito nei partecipanti. Mentre la quantità di energia assunta è stata valutata all’inizio e alla fine di ogni fase di trattamento, le valutazioni dell’appetito sono state effettuate tramite scala analogica visiva (VAS). È stato dimostrato che l’assunzione di Synergy1 portava a una significativa riduzione dell’energia assunta in tutti i soggetti (-3.6%) e, se stratificati per sesso, questo risultato era ancora più marcato nelle donne.
Anke Sentko, Vicepresidente per gli affari regolatori e la comunicazione nutrizionale presso il BENEO-Institute, commenta: “Siamo contenti di vedere che lo studio di intervento sull’uomo, egregiamente messo a punto e condotto dal Prof Welch e dal suo team, ha mostrato che Orafti®Synergy1 di BENEO riduce la quantità di energia assunta da parte dei partecipanti. Questo dimostra che saranno i piccoli cambiamenti apportati alla dieta quotidiana, l’uno sommato all’altro, che contribuiranno a fare la differenza, perché sono molto più facili da accettare e integrare nella vita quotidiana”.
In aggiunta ai più recenti risultati di Welch, ulteriori recenti conclusioni suggeriscono un ruolo benefico dei prebiotici inulina e oligofruttosio connessi alla gestione dell’omeostasi energetica – oltre ai ben noti effetti positivi sul microbiota intestinale. La ricerca in questo settore è iniziata con gli studi sugli animali. Numerosi risultati hanno mostrato che l’inclusione dei prebiotici BENEO nella dieta dei roditori riduceva la quantità di energia assunta, cosa che comportava un minore sviluppo di massa grassa e peso rispetto agli animali a cui veniva somministrata una dieta standard. Questi effetti sono stati mostrati in modelli magri ma anche in modelli di obesità genetica o indotta da dieta. Negli animali, questi effetti sono stati osservati parallelamente alle modulazioni degli ormoni implicati nella regolazione dell’appetito, come ad esempio concentrazioni aumentate di GLP-1.
Era stato precedentemente dimostrato che, in adulti sani, l’assunzione di 8 grammi di Orafti®Synergy1 due volte al giorno (rispetto alla maltodestrina come placebo) portava a una riduzione (del 6%) della quantità totale assunta di energia e a una riduzione del senso della fame. Synergy1 aumentava inoltre significativamente le concentrazioni nel plasma del peptide glucagone-simile 1 (GLP-1) e del peptide YY (PYY), due peptidi secreti nella parte inferiore del tratto gastrointestinale e coinvolti nella segnalazione della sazietà al cervello. In aggiunta, uno studio condotto con l’integrazione di oligofruttosio (Orafti®P95) a un dosaggio più alto (3x7 g/giorno) in adulti sani sovrappeso o obesi, per un arco di tempo di 12 settimane, portava a una riduzione della quantità di energia assunta e a una perdita di peso corporeo (circa 1 kg, principalmente perdita di massa grassa). Questo studio ha anche mostrato gli effetti sui livelli degli ormoni che regolano l’appetito nel sangue: minore risposta della grelina postprandiale e maggiore risposta PYY nei soggetti che consumano oligofruttosio.
L’ambiente “obesogenico” in cui viviamo, caratterizzato da cibi facilmente disponibili e altamente appetitosi, è probabilmente uno dei fattori causali dei livelli di obesità in aumento, in quanto risulta in uno squilibrio a lungo termine tra la quantità di energia assunta e il consumo di energia. “Osservando la totalità degli studi condotti sull’uomo, risulta evidente che la quantità di energia assunta è un parametro chiave coerentemente modificato dall’assunzione di Orafti®Synergy1 nei volontari sani, sia sovrappeso che obesi; è così possibile collegare Synergy1 a diete sane per la gestione del peso”, riassume Anke Sentko. Orafti®Synergy1 è un apprezzato e conosciuto prebiotico, ovvero inulina arricchita con oligofruttosio. La sua distribuzione a catena lunga attentamente selezionata consente una fermentazione costante in parti estese dell’intestino crasso, presumibilmente includendone le parti prossimali e più distali. Influisce positivamente sul mantenimento di una composizione salutare del microbiota intestinale nonché sulla riduzione della quantità di energia assunta, favorendo inoltre l’equilibrio energetico


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