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Active, il robot che esegue interventi di neurochirurgia



Negli ultimi anni i passi avanti compiuti nel settore della robotica hanno fatto si che le sue applicazioni si siano diversificate sempre di più.
Uno degli ambiti in cui l’utilità dei sistemi cibernetici è risultata maggiore è quello chirurgico. Dall’Italia, proprio in questi giorni, è partita la fase operativa del progetto “Active”, per la realizzazione di un robot da sala operatoria, che sarà utilizzato dal neurochirurgo per effettuare delicati interventi al cervello.
Ideato dai ricercatori del Politecnico di Milano in collaborazione con il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), Active verrà utilizzato per effettuare sia gli interventi in cui è richiesto che il paziente rimanga sveglio, sia quelli in cui è sedato.
Capita infatti che, per evitare di compromettere aree del cervello estremamente delicate sia richiesto a chi è sotto i ferri di rimanere vigile. In questi casi però la precisione umana può non essere sufficiente a compensare e assecondare i movimenti, seppur impercettibili, compiuti dal paziente. In aggiunta, quando il paziente è sotto anestetici, le variazioni della pressione sanguigna o i movimenti conseguenti la respirazione, possono rappresentare un ostacolo dannoso.
Active invece, permetterà di evitare pericolosi errori, assecondando i movimenti del paziente e bloccando eventuali azioni sbagliate del chirurgo. Il robot potrà essere utilizzato in remoto, mediante un joystic o gestito come un prolungamento delle braccia di chi opera.
Occorreranno quattro anni di lavoro ai ricercatori per completare la realizzazione di del robot Active.


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